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Nodi

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Finalmente un libro sui nodi , bello completo con tutte le spiegazioni su come farli ed il loro utilizzo , un bel manuale indispensabile per gli appassionati .

Bortolo Sandri e Mario Menti Amici per Sempre

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Questo libro non e altro che una piccola cronistoria di come sono successi i fatti e le piccole vicissitudini di due grandi alpinista Valdagnesi , Bortolo Sandri e Mario Menti deceduti a 23 anni mentre tentavano di salire la parete dell’Eiger colti da un improvviso cambiamento di tempo , il libro e stato scritto dai nipoti dei due alpinisti amanti della montagna , ci sono anche altri libri molto più voluminosi che riguardano i nostri due alpinisti , ma qui si sono voluti esprimere in poche pagine per documentare le fasi salienti della vita dei due

Questa e la Premessa del Libro

Questo è il lavoro di due parenti, di due amanti della montagna, di due cittadini valdagnesi che hanno ritenuto doveroso ed opportuno scrivere alcune parole e riprodurre fotografie accompagnate da piccoli “documenti” che parlano di due amici, di due alpinisti, di due valdagnesi, Bortolo Sandri e Mario Menti, periti arrampicando sull’Eiger il 23 giugno del 1938, maestosa e difficilissima montagna la cui parete stavano tentando di conquistare. Moltissimi sono gli scritti a nostra disposizione, molti gli articoli e le citazioni in alcuni libri, molti i ricordi e la documentazione di nostra proprietà. Da allora nelle nostre famiglie sono stati conservati. Fin dagli anni ’70 parecchi di questi sono stati prestati a valide persone che hanno affrontato l’argomento. Potremmo citarli, ma crediamo sia opportuno spiegare che il lavoro che leggete è produzione parentale, è tributo e ricordo. Non è e non voleva, quindi, essere un lavoro da “storici” bensì il segno di una commozione costante verso i due amici alpinisti. Potevamo aumentare le pagine riproducendo molto più di quello che trovate, ma abbiamo pensato di selezionare con semplicità, regalando, oltre a cose già pubblicate, foto ed altro che non erano mai stati visti in una pubblicazione. Mariano aveva iniziato a scrivere nel ’98,Annalisa aveva già scritto un racconto in un suo lavoro pubblicato nel 2007. Insieme abbiamo operato in questi mesi per ricordarli nel 70° della loro morte.

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La montagna dentro

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Fare una recensione di questo libro può per l’argomento trattato essere cosa semplice , ma non lo è ed invito tutti coloro che credono sia così semplice a leggere il libro .

Io non sono un’alpinista , non mi reputo neanche un’atleta ; sono un semplice sportivo anche abbastanza mediocre , ma sono un montanaro quello si nel carattere , nel semplice fatto che sono nato in un paese ai piedi delle piccole dolomiti , ma questo libro mi ha proprio preso ,  forse perche sebbene a livelli molto amatoriali io mi sia immedesimato nel grande atleta che è Hervè Barmasse ho visto anche alcune delle sue serate , lui si che si può definire atleta , ma prima di tutto devo dire che l’aspetto umano di Hervè sia il suo più grande punto a favore , la sua ostinazione e la sua testardaggine hanno aiutato in queste sue imprese , ma non gli hanno mai fatto perdere quei valori di umiltà che solo gli uomini nati e vissuti per gran parte in montagna sanno di possedere . Credo che tante persone alpinisti e semplici amanti della montagna possano immedesimarsi in un libro così e possano condividere molte emozioni che escono da una piccola scalata di una falesia , ad un trekking di alcuni giorni anche solo nelle nostre montagne .

Io ho avuto l’onore di conoscere Hervè , in alcune serate ed posso affermare con certezza che la sua grandezza di atleta corre sempre con la sua grandissima umiltà . quell’umiltà di chi ha fatto molti sacrifici nella vita per poter diventare quello che ora è

GRAZIE HERVE’ PER IL TUO BELLISSIMO LAVORO

Voglio chiudere questa mia recensione con una sua frase che , mai mi sembra più adeguata a descrivere questo grande atleta:

“Ciò che ancora una volta mi ha insegnato la montagna è che non è importante la parete che decidiamo di scalare, la sua altezza o le sue difficoltà, ma lo spirito con cui l’affrontiamo, le emozioni e i sentimenti che ci può regalare” Hervè Barmasse

link : http://www.hervebarmasse.com/

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Running

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Dean Karnazes

Libro molto bello scritto con il cuore di uno che ha anche mangiato polvere e sudato l’anima sulle nostre colline , e su qualche strada asfaltata . Sintetico e molto descrittivo sui prima approcci di un mondo che superato l’asfalto e preso qualche sentiero non si ritorna più indietro …ci si innamora di quella fatica che ti spinge a continuare e ad lottare anche con te stesso per aumentare la tuo resilienza e migliorare dentro di se il rapporto con te stesso , grande libro per tutti , dai principianti in su . Un plauso al mio Amico Alessandro autore di questo bellissimo manuale , ricordate una cosa ; inutile pensarci , il corpo umano non e fatto per stare fermo :

Nei tempi dell’età della pietra i cacciatori non uccidevano la preda catturandola subito , ma passavano giorni e settimane ad inseguirla fino a che la preda sfinita dallo sfuggire alla cattura cadeva esausta e veniva catturata.

Piccole riflessioni personali

Ho comprato questo libro , perchè ritengo che ci sia sempre da imparare nei consigli di esperti , e vero che io sono entrato nel mondo del running da poco , precisamente nel 2009 all’età di 43 anni prima si correvo ma molto poco ma sopratutto andavo in montagna a camminare ed avevo la bici da corsa , la mia prima grande passione , non pratico l’asfalto , ma sono uno di quei pazzi che si spingono oltre la maratona e ben oltre il dislivello qualsiasi , ovvero l’ultratrail , non sono un fuoriclasse e non vado così forte . Ma corro con passione e a dimostrazione che nulla e quasi impossibile ho fatto un ultratrail con un allenamento la settimana , ma voglio ricordare a tutti che la testa e la prima cosa che si deve allenare , le mie gare non sono tante ma sono di tutto rispetto e con una piccola nota di orgoglio dire che su 20 gare non avere neanche un ritiro non sia cosa da poco . Luciano

Triathlon

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Devo essere sincero , non potrei fare una recensione su questo libro in quanto io non l’ho ancora letto (non vorrei mai coinvolgermi in anche questo sport così estremamente duro ) ma sono stato alla serata di presentazione con l’autrice , persona che ho avuto la fortuna di conoscere già da prima . Ma la presentazione del libro devo dire che Martina Dogana oltre ad essere una grandissima atleta di fama internazionale e un campione di umiltà è passione , sentirla parlare di quello sport considerato di nicchia , con la passione e la motivazione con cui affronta uno degli sport più duri …ti viene la voglia di provarci anche tu … perciò date sfogo alle vostre rabbie leggendo il libro e perché no cimentatevi in qualche sport , ma fatelo sempre con passione e umiltà , perché lo sport è fatto di sudore , fatica , lacrime e sangue …ma quello che ti dona lo sport è per sempre .

Il grande airone

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Un grande libro che racconta la storia e la vicende , e se così si può dire le sfortune di un grande campione , il campionissimo Fausto Coppi , non servono altre parole per descrivere questo libro .

K2 La vetta infranta

Copertina del libro: K2 LA VETTA INFRANTA

K2, la montagna perfetta. La più bella, la più difficile. Una piramide di roccia scolpita, che penetra nel cielo. Fino a 8611 metri, sulla soglia dell’infinito.

Da oltre mezzo secolo, da quando la cima venne raggiunta per la prima volta da Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, è per tutti “la montagna degli italiani”.
Scalare il K2 significa entrare nell’olimpo dell’alpinismo di tutti i tempi, appartenere ad una cerchia ristretta, ad un’élite selezionata. Ad un club esclusivo.

Il 20 luglio 2007 ci sono riusciti Stefano Zavka, Daniele Nardi e Mario Vielmo.
Un’impresa compiuta anche per ricordare due vicentini che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia dell’alpinismo: Gino Soldà e Renato Casarotto.

“K2, la vetta infranta”, non è un libro come gli altri. Racconta l’avventuroso e affascinante viaggio verso il campo base e la sofferta e impegnativa scalata alla vetta del K2, riproponendo con uno stile avvincente le fasi salienti di un’esperienza esaltante e intensissima.
Ma anche purtroppo tragica e dolorosa per la scomparsa, durante la discesa dalla vetta al campo 4, di uno dei componenti il gruppo, il forte alpinista umbro Stefano Zavka.

Per questo il libro si intitola “K2, la vetta infranta”, perché la morte di Stefano ha di fatto mandato in mille pezzi un sogno, quello di calcare la cima della seconda montagna del pianeta, che la spedizione italiana era riuscita a rendere, con merito, straordinaria realtà.

 

Escursioni nelle Piccole dolomiti e nell’alta valle d’agno

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Questo libro e stato scritto da un mio caro amico , compagno di avventure nelle corse in bicicletta , un libro molto bello e scritto con il cuore che riporta molti itinerari naturalistici , molti percorsi su diverse zone della nostra bellissima valle ,una guida molto completa e dettagliata indispensabile per tutti gli amanti del trekking dell’aria aperta e appassionati di montagna

 

Correre o morire

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In montagna, ma non solo, Kilian, eroe e ragazzo semplice, ha rivoluzionato il mondo dello sport. Una persona straordinaria racconta la sua esperienza. Insieme a Kilian affronterete fatiche epiche come la traversata di corsa dei Pirenei, proverete l’adrenalina degli arrivi alle più prestigiose ultra-trail del pianeta, correrete per il piacere di farlo osservando pensieri e sensazioni del corpo, scoprirete segreti per trovare la volontà quando le forze vi abbandonano. Sentirete i vostri piedi e il vostro corpo fluire con l’ambiente, ballare con il terreno adattandosi alle sue forme e vi troverete inaspettatamente alla fine del libro. Una grande esperienza di vita e di lettura, non solo per gli appassionati. Prefazione di Simone Moro.
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Resisto dunque sono

ZOM

C’è una buona notizia: ora sappiamo con certezza che gli esseri umani sono stati progettati per affrontare con successo difficoltà e stress. Discendiamo da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali. Noi siamo costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo possediamo dentro di noi, come un dono, un insieme di risorse che abbiamo ereditato dal passato e che costituiscono la nostra “resilienza”. Ed è la resilienza la norma negli esseri umani, non la fragilità; la resilienza psicologica, ovvero la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà che ci si presentano. L’individuo resiliente ha una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, è incline a interpretare i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità piuttosto che come una minaccia, e di fronte a sconfitte e frustrazioni tende a non perdere la speranza. Ma la notizia migliore è che la resilienza può essere potenziata. Possiamo imparare a gestire lo stress. E nella nostra cultura c’è un ambito che può promuovere in modo strutturale la resilienza: il mondo dello sport che può essere utilizzato come metafora, ma anche come disciplina da cui mutuare metodologie ed esperienze, come fa Pietro Trabucchi in questo libro che sarà di aiuto a tutti coloro che vogliono vivere e non lasciarsi vivere.