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Peppino Impastato anatomia di un depistaggio

Peppino impastato

 

Un libro molto interessante ideale per capire come funzionano le cosa in Italia , come vengono depistate le indagini da chi è al potere e dovrebbe difendere ogni singolo cittadino , non ci sarebbe altro da dire i fatti dimostrano sempre che nelle persone non esiste la bontà delle parole . Questo libro è un omaggio a chi come Mamma Felicia e tutti i compagni di Peppino hanno dimostrato che il depistaggio è stato cosi forte e assurdo che non poteva passare innoservato , e che lo stato non è dalla parte del popolo , ma dalla parte di chi muove molto denaro , sia che sia la malavita organizzata o sia qualunque persona al potere.

Un plauso lo voglio fare a tutte quelle persone oneste che popolano la Sicilia , a chi non ne vuole più sapere della mafia a chi stanco di tutto denuncia . A tutte queste persone che lottano ogni giorno per la legalità perche credono che si possa cambiare , anche a tutte le associazioni che combattono questo male che fortemente radicato e che non si riesce ad estirpare.

Io ho avuto l’onore e la possibilità di conoscere Giovanni Impastato , fratello di Peppino le sue parole le sue frasi di speranza fanno si che Peppino sia ancora tra noi “Peppino e vivo ” e ” M’aviti risuscitato me figghiu” credo che siano molto di più che frasi di circostanza .

Voglio ricordare che la giustizia e stata resa a Peppino dopo 22 anni , per fare capire quanto male funzioni la giustizia italiana

Cella 2455 braccio della morte

Cella 2455

2 maggio 1960 Caryl Chessman muore nella camera a gas della Prigione di San Quintino in California , rimase per 12 anni nel braccio della morte battendosi con tutte le sue forze e sfruttando tutti gli appigli legali per ottenere la revisione del processo . La sua esecuzione fu rimandata per ben 8 volte , e spesso all’ultimo istante , quando lui aveva già fatto testamento e consumato l’ultimo pasto .Una tremenda agonia mentale che però Chessman seppe sostenere con dignità consapevole di battersi per una causa giusta che non riguardava più solo lui : l’abolizione della pena capitale. Questa sua storia , scritta a due passi dalla camera a gas : l’itinerario di un giovane delinquente , in rivolta contro tutto e tutti , che nell’amarissima esperienza della morte incombente ritrova se stesso,  la propria umanità , la speranza.

La vita accanto

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Propongo questo libro del 2011 di una scrittrice vicentina “La vita accanto”. In una società come quella attuale dove tutto è all’insegna dell’apparire, la storia di questa ragazzina che vive in punta di piedi per non disturbare e che è riuscita a far emergere il suo talento in maniera discreta mi ha molto colpito e sono sicura che farà riflettere molti. Buona lettura.

Morena De Rizzo

Nessuna condanna

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Un libro che parla dell’AIDS in Italia scritto da un medico , che racconta le sue esperienze vissute con i primi casi e con la morte dei suoi malati e tutti i casi diversi

Maledetta Mafia

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Un libro molto interessante per chi vuole capire e approfondire la difficile vita dei testimoni di giustizia , non collaboratori o pentiti , qui si parla di una anzi due donne che hanno avuto il coraggio di rompere quel muro di omertà e che non hanno mai voluto saperne , una Rita Atria che si e suicidata quando e morto Paolo Borsellino e figlia di un Mafioso e nonche cognata di Piera Aiello testimone di giustizia

Se questi sono gli uomini

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Solo a metà del 2012 sono più di 80 le donne uccise in Italia dai loro compagni. 137 nel 2011. Una ogni tre giorni. L’autore ha attraversato il paese inseguendo le storie dei tanti maltrattamenti e dei femminicidi . Finalmente la voce di chi subisce violenza possiamo ascoltarla, insieme alle parole degli uomini, quelli che sono stati denunciati: “Avevo paura di perderla. Gliele ho date così forte che è volata giù dal letto…”.

“Qual è allora l’Italia vera, quella dove l’amore è una scelta e le donne sono libere, o quella delle tante case prigione in cui siamo entrati?… Questa è una storia che ci riguarda da vicino, perché ci dice come siamo nel profondo” scrive Iacona. È un fenomeno che non si può catalogare tra i fatti borderline. Sono migliaia i casi di violenza silenziosa e quotidiana che si consumano nelle nostre case. “La sera, appena sentivamo il rumore della macchina di lui, io e i bambini entravamo in agitazione; dicevo loro: ‘Mettetevi subito davanti alla tv’.”

Un libro che fa venire i brividi per tutte le donne che non sono state in grado di denunciare le violenze subite dai propri mariti o compagni .Non credo ci sia niente di peggiore sentire e leggere di questi casi , a me si raggela il cuore , ed io sono un uomo anche se ora mi vergogno di esserlo. Un grande libro perchè le morti di tutte quelle donne vittime di violenza non passi innosservato e venga preso come un gravissimo problema per poter fermare questa strage.

Nascita e morte di un’impresa in 42 lettere

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Pier Luigi Celli è il manager scrittore che racconta in questo libro, attraverso la raccolta delle 42 e-mail scambiate col personale durante l’impresa, come nasce, con grandi ambizioni, e muore, per decisioni misteriose e lontane, un’azienda gestita in modo molto sui generis.
Pierluigi Celli, dirigente d’azienda, esperto di organizzazione e direzione del personale. Ha scritto di letteratura e di lavoro, pubblicando tra l’altro: Lettere a una figlia in clausura (Marietti), Un gallo a Esculapio (Marietti), L’impresa (Sperling & Kupfer). Con questa casa editrice ha pubblicato Il manager avveduto (1994), Addio al padre (1998), Graffiti aziendali (1996) e Nascita e morte di un’impresa in 42 lettere (2003).(2003).

Sogni coraggiosi. La lotta di un medico italiano contro la sclerosi multipla

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Questa è la storia di oltre 60mila italiani, di oltre tre milioni di persone nel mondo. Sono i malati di sclerosi multipla. Un nuovo malato ogni 4 ore. Sono in grande maggioranza giovani, le donne sono molto più degli uomini. Questa è la storia della speranza che adesso li accompagna e degli ostacoli sempre nuovi eretti dalle cattedrali del potere sanitario e dalla burocrazia: è il viaggio assieme a loro del professor Paolo Zamboni, chirurgo di Ferrara. Uno scienziato italiano famoso nel mondo per avere sviluppato una teoria e un metodo di cura rivoluzionari: con un catetere e un palloncino sblocca le vene del cervello che molti malati di sclerosi hanno ostruite. Non un miracolo, una terapia per una delle cause di una malattia misteriosa, progressiva, finora senza rimedi. Zamboni ha i movimenti ostacolati da un male rarissimo: come chirurgo ha continuato a lavorare con la sua equipe. Quando la moglie è stata colpita, bloccata dalla sclerosi si è buttato a studiare le strade del male misterioso e finora senza rimedi. Ha operato la moglie. Molti pazienti stanno meglio, recuperano una vita che si stava fermando. Ci sono migliaia di testimonianze in tanti paesi. Tanti medici stanno operando privatamente con il metodo Zamboni, scienziati lo studiano. Il web è impazzito di testimonianze, rabbia, attesa. Lui, Zamboni, lotta perché il suo metodo sia riconosciuto dalla sanità pubblica, e perché la ricerca continui ad avanzare lungo la linea in cui crede. Questa è la storia di tre avventure concentriche…
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Spingendo la notte più in là

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Quando due colpi di pistola uccisero, nel maggio 1972, il commissario Calabresi, vennero profondamente mutati gli eventi pubblici ma anche e soprattutto quelli privati di una donna, che si ritrovò sola a crescere tre figli piccoli, e di quei tre bambini, orfani di un padre che non hanno fatto in tempo a conoscere. Un evento devastante, una voragine in cui si può sprofondare per sempre. O da cui invece si può ripartire raccogliendo le poche cose che restano, ricostruendo la propria memoria e la propria identità, ritrovando la voglia di vivere. Spingendo la notte più in là. È la storia che ci racconta in questo libro, già grande bestseller, il figlio del commissario Calabresi: la storia di una famiglia italiana ferita dal terrorismo. Una storia fatta di profondo dolore, ma anche di inattesa e spensierata allegria, in cui la voglia di vivere e l’amore per gli altri sono spesso riusciti a vincere l’odio e le divisioni che ancora oggi colpiscono il nostro paese. Una vicenda privata che appartiene a tutti noi.
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Il mio credo, il mio pensiero.

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L’ideologia pacifista, la strenua, indefessa fiducia nella necessità della non violenza, la difesa dei diritti e della libertà del singolo e dei popoli, l’uguaglianza delle genti, la sacralità del lavoro e della famiglia rappresentano per Gandhi non tanto un messaggio nuovo e rivoluzionario da propagandare al mondo intero, quanto dei valori costitutivi e inalienabili dell’uomo che fanno parte della sua intima natura e come tali vanno sostenuti. Di qui la purezza, la linearità, la sincerità del pensiero di Gandhi, che abbraccia ogni aspetto del vivere singolo e collettivo ed emerge in queste pagine in tutta la sua limpida onestà morale e con tutta la forza e il coraggio che solo la fede più profonda nella propria verità riesce a generare.