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Massiccio del Pasubio Tra terra e cielo

Narrare il susseguirsi delle vicende legate al monte Pasubio, non è facile, ci vorrebbero mesi di lavoro per collegare e comprendere gli eventi bellici che hanno infiammato questa terra e questa montagna, le numerose battaglie e i tanti caduti che la riempirono di sangue richiedendo un grande sacrificio umano a entrambi gli schieramenti, italiano e austroungarico.

Salire su questo Massiccio, dove la quota principale è di 2232 metri, non è impossibile; lo possono fare tutti, anche se il percorso è molto di più di un semplice percorso in montagna, sia che si salga dalla Strada degli Eroi oppure dalla Strada delle 52 gallerie, una mastodontica opera del Genio militare, costruita per poter salire fino alla sommità, al riparo dal fuoco dell’artiglieria; per evitare la Strada degli Scarubbi molto più agevole alle truppe ma in piena vista del nemico.

L’ambiente è molto vario, tra boschi incantati e piccole distese prative di pascoli, ma con la parte più ampia coperta di rocce segnate dal tempo e dalla storia, dove la natura selvaggia vorrebbe chiudere le grandi ferite inferte dall’uomo nel periodo bellico del 1915 – 1918, un insieme di grovigli e trincee che s’inerpicano su questo sacro monte.

“Di qui non si Passa” riporta una colonna metallica posta nei pressi dell’Arco Romano, vicino al cimitero di guerra della brigata Liguria. E’ qui che hanno perso la vita numerosi ventenni, molti di loro non sapevano nemmeno leggere, a casa avevano madri, padri, fratelli e sorelle, qui la loro vita si è spezzata, qui, su queste pietre, il tempo per loro si è fermato.

Il mio ricordo va a chi ha combattuto su queste rocce, su queste guglie, in sanguinose battaglie, a corpo a corpo, e in quella che è stata la guerra di mine; questo Massiccio, ad ogni passo, racconta una storia e racchiude nelle sue viscere ancora tanti segreti.

Salirci ora è facile ma comprendere tutte queste vicende non è sempre possibile, soprattutto per le generazioni a venire; in questo luogo sacro e ardito si è fatta la storia …. Semplicemente …

 

PER NON DIMENTICARE E PER FARE SAPERE

 

Voglio ricordare che per vedere ciò che è presentato in questo mio piccolo lavoro non bastano 3 giorni; il consiglio che posso dare è di passare almeno 5-6 giorni su questa montagna, solo così potrete saziare la voglia di conoscere, anche se questo vi farà ritornare ancora, per saperne di più.

 

Nodi

nodi

Finalmente un libro sui nodi , bello completo con tutte le spiegazioni su come farli ed il loro utilizzo , un bel manuale indispensabile per gli appassionati .

Il mio Brenta

 

E’ alle battute finali il progetto dell’Enal Caccia Pesca e Tiro di Bassano del Grappa, consistito nella edizione di un manuale sulla fauna ittica ed uccelli del Brenta ad uso delle Scuole primarie del territorio e che sarà distribuito alle biblioteche comunali delle Amministrazioni rivierasche del fiume Brenta della provincia di Vicenza.

Così lo ha presentato il presidente Nadir Zonta ai soci durante un incontro svoltosi domenica sera 5/11 u.s.:”A distanza di dieci anni da una analoga iniziativa, anch’essa finanziata dalla Regione Veneto, l’Enal Caccia Pesca e Tiro di Bassano del Grappa ha voluto rinverdire la propria vocazione di “difensore ambientale” con l’aggiornamento e la ristampa di un opuscolo dedicato al fiume Brenta quale componente naturale indispensabile alla vita ed allo sviluppo del territorio che le sue acque lambiscono.

E’ stata avviata una campagna informativa nelle scuole elementari del territorio allo scopo di far crescere la sensibilità sul tema del rispetto ambientale verso un habitat fluviale che, pur vedendo ormai cambiate le modalità di fruizione da parte delle popolazioni rivierasche, rimane un bene indispensabile.

Il Brenta è una eredità che abbiamo il dovere di salvaguardare e tramandare il più possibile intatta alle generazioni future.

Speriamo in ciò di essere aiutati dalla curiosità dei giovani lettori cui l’opuscolo è rivolto, cosicché interrogandosi sul ruolo che il fiume mantiene per il territorio circostante e le sue genti, sull’importanza della sua fauna – uccelli e pesci autoctoni – sul suo stato e sui cambiamenti che ha subito nel tempo, subentrino a noi in quel compito di “difensore ambientale” nel quale ci siamo calati.

Strumento per raggiungere lo scopo sarà proprio il manuale edito nell’ambito del progetto ”Questo è il mio Brenta” che, oltre ad essere distribuito agli alunni delle scuole elementari cui faremo visita, verrà distribuito in adeguato numero di copie anche alle biblioteche comunali delle Amministrazioni toccate dal Brenta”.

Giancarlo Andolfatto

 Nulla dies sine linea

…dal 1993 al servizio dello sport e del volontariato!

Per consulenze e verifiche alla gestione associativa:

e.mail: giancarlo@andolfatto.it – tel.n. 329 2490755

Via Ippolito Nievo,14/b Romano d’Ezzelino (Vicenza)

Guida ai Fiori Spontanei

Finalmente un libro completo ed interessante , molto descrittivo e con schede molto ben curate , indispensabile per riconoscere i fiori , una selezione fatta in ordine alfabetico e per colori ne facilità la lettura e la ricerca . Complimenti agli autori per il splendido lavoro . Una guida così non esisteva , e se esisteva era molto più incompleta . Uno splendido lavoro

Monte Chiesa e Monte Forno

Finalmente è uscita questa guida per il Monte Chiesa e Forno , su una linea molto interessante della grande guerra , ovvero parte del cuore logistico degli austroungarici , molto interessante per poter approfondire queste due cime fondamentali per l’esercito austroungarico . Una guida semplice ma molto ben fatta , con poche pagine ma molto ben scritte .

I 50 sentieri più Belli dell’Altopiano di Asiago

Un libro molto bello ed interessante propone 50 itinerari tra i più belli dell’altipiano , descritti molto bene , dove viene anche riportato tempi e difficoltà dei sentieri e la loro numerazione , con l’aggiunta di tanti cenni storici sui luoghi e sui percorsi una guida molto ben fatta , ideale per chi vuole approfondire e farsi guidare in quei meravigliosi luoghi dell’altipiano di Asiago.

Guida al Forte Verena

Una guida molto ben documentata , per quello che è stato il forte più problematico per gli austroungarici , finche non sono riusciti a renderlo innoffensivo , strutturato su una quota notevole che permetteva una visione unica sul Passo Vezzena e Col Basson , con il Campo Luserna ed il Busa Verle in pieno fuoco italiano e troppo lontano per il fuoco del Forte Vezzena . Un libro di facile lettura molto ben fatto da un Autore molto conosciuto nel mondo storico Leonardo Malatesta.

Cenni storici 

Il forte Verena fa parte dello sbarramento Agno-Assa , assieme ai Forti Corbin e Campolongo , la sua posizione da come si nota dalle foto e molto strategica , definito anche con il nome di “Dominatore degli altipiani ” fu costruito tra il 1912-1912 , armato con 4 cannoni da 149A in cupole corazzate dello spessore di 180 mm , due postazioni per mitragliatrici e un’osservatorio anch’esso corazzato ,furono anche aggiunte in seguito due postazioni di obici da 280 mm in cima Civello , a Spelonca della neve e a Bosco Arzari ,  nei primi giorni della guerra il forte inflisse gravissimi danni ai forti austriaci di campo Luserna e Busa Verle tanto che il comandante di Campo luserna dopo tre giorni di bombardamenti incessanti il 28 maggio tentò la resa come raccontato da Frizt Weber , ma nel giugno del 1915 un colpo di granata da 305 mm si presume partito da Cost’alta penetro il parapetto e il muro del forte sotto la cupola 3 e li vi esplose causando 49 morti tutti artiglieri e anche il comandante Capitano Carlo Alberto Trucchetti . Il 22 maggio venne travolto e occupato da una pesante offensiva austroungarica , da questo forte il 24 maggio 1915 parti il primo colpo di cannone dando inizio alle ostilita sull’altipiano.

Forte Belvedere Gschwent

Un piccolo libro molto interessante dalla costruzione di uno dei forti piu ben conservati dell’impero austroungarico , forse perche poco utilizzato , una specie di guida con fatti storici sintetizzati in questo piccolo lavoro , molto intenso ed emozionante , un viaggio su quel forte che era ritenuto impenetrabile , al suo interno un museo molto interessante , il suo motto senza dubbio il più eloquente , per Trento Basto io . Visitatelo rimarrete allibiti di questa grande opera , per la sua maestosità .

Cenni storici 

Questo forte costruito con lo scopo di sorvegliare la Val D’astico nel 1909-1912  nella linea di forti dallo Spitz Vezzena , Busa verle , Campo Luserna , Belvedere , Cherle , Sommo Alto e Dosso delle Somme , fu considerato per la sua costruzione con acciaio e cemento armato una grande opera di sbarramento visto le sue potenzialità difensive che gli valse il motto coniato dai soldati  ” per Trento Basto io ” .  Il forte era composto da 3 piani per camerate e servizi vari per circa 220 soldati , mentre c’erano 3 fortini avanzati per le postazioni di mitragliatrici protette dai scudi blindati , una batteria da tre obici protetti da cupole corazzate girevoli , la struttura e una delle poche ad essere ancora totalmente integra

e-mail : info@fortebelvedere.org

https://www.facebook.com/Forte-Belvedere-Gschwent-196000800437245/

Telefono fisso :0464 780005

Cellulare 349 5025998

Guida escursionistica Laghi Val di Tovo , Rio Freddo e Tonezza

val-di-laghi

Prosegue questa magnifica collana di pubblicazione di Liverio Carollo , definite guide , ma scusate se mi ripeto un altro libro  scritto con il cuore , cambia la valle ci spostiamo su Laghi , Val Rio Freddo e la Val di Tovo fino all’altipiano di Tonezza , un’altro libro che narra la storia , gli itinerari le contrade  fatto con semplicità , rispetto nel descrivere queste valli uniche e di fantastica bellezza . Parlarne serve poco , bisogna andarci , visitare , osservare , avere quella curiosità nell’approfondire quello che sono questi luoghi quasi incontaminati . Magari per qualcuno può essere di scarso interesse , ma io ne sono innamorato come lo sono della Val Posina e questo libro di Liverio Carollo e molto di più di una guida  . Provare per credere un percorso di emozioni .