K2 La vetta infranta

Copertina del libro: K2 LA VETTA INFRANTA

K2, la montagna perfetta. La più bella, la più difficile. Una piramide di roccia scolpita, che penetra nel cielo. Fino a 8611 metri, sulla soglia dell’infinito.

Da oltre mezzo secolo, da quando la cima venne raggiunta per la prima volta da Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, è per tutti “la montagna degli italiani”.
Scalare il K2 significa entrare nell’olimpo dell’alpinismo di tutti i tempi, appartenere ad una cerchia ristretta, ad un’élite selezionata. Ad un club esclusivo.

Il 20 luglio 2007 ci sono riusciti Stefano Zavka, Daniele Nardi e Mario Vielmo.
Un’impresa compiuta anche per ricordare due vicentini che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia dell’alpinismo: Gino Soldà e Renato Casarotto.

“K2, la vetta infranta”, non è un libro come gli altri. Racconta l’avventuroso e affascinante viaggio verso il campo base e la sofferta e impegnativa scalata alla vetta del K2, riproponendo con uno stile avvincente le fasi salienti di un’esperienza esaltante e intensissima.
Ma anche purtroppo tragica e dolorosa per la scomparsa, durante la discesa dalla vetta al campo 4, di uno dei componenti il gruppo, il forte alpinista umbro Stefano Zavka.

Per questo il libro si intitola “K2, la vetta infranta”, perché la morte di Stefano ha di fatto mandato in mille pezzi un sogno, quello di calcare la cima della seconda montagna del pianeta, che la spedizione italiana era riuscita a rendere, con merito, straordinaria realtà.

 

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